Prima della tecnica, prima della macchina fotografica, prima di qualsiasi impostazione, c’è lo sguardo. E lo sguardo non è qualcosa che si attiva quando si porta la fotocamera all’occhio. È qualcosa che esiste prima, che si costruisce nel modo in cui si osserva quello che succede. Molti fotografi cercano soluzioni tecniche a problemi che in realtà sono visivi. Cambiano obiettivo, modificano impostazioni, cercano strumenti diversi, quando il problema è che non stanno guardando davvero. Vedere significa riconoscere una situazione, una relazione tra elementi, una tensione, una possibilità. Significa capire dove sta succedendo qualcosa e dove, invece, non sta succedendo niente. Non è un fatto estetico, è un fatto di attenzione. Una fotografia nasce molto prima dello scatto. Nasce nel momento in cui si decide cosa vale la pena guardare. E questa è una scelta che non si può automatizzare. Non esistono impostazioni per vedere meglio, non esistono scorciatoie. Si tratta di rallentare, osservare e riconoscere. La macchina arriva dopo. Sempre dopo.

