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Quando una fotografia dovrà dimostrare di essere vera

10 Giugno 2026

alvise_garbin

Canon ha recentemente presentato un sistema chiamato Authenticity Imaging System, una tecnologia progettata per certificare l’origine delle immagini attraverso firme digitali e metadati verificabili. In pratica, una fotografia realizzata con determinate fotocamere compatibili potrà contenere una sorta di certificato che ne attesta provenienza, autore, data di realizzazione e successive modifiche. Dal punto di vista tecnico è una novità interessante, ma leggendo la notizia ho avuto la sensazione che il tema più importante non fosse la tecnologia. La vera notizia è che siamo arrivati al punto in cui una fotografia potrebbe dover dimostrare di essere autentica.

Per oltre un secolo abbiamo considerato la fotografia come una testimonianza del reale. Certo, chiunque abbia una minima esperienza fotografica sa che una fotografia non è mai una rappresentazione oggettiva del mondo. Ogni immagine è il risultato di una scelta: un’inquadratura, una focale, un momento, una luce. Eppure esisteva un presupposto implicito che nessuno metteva realmente in discussione. Ciò che vedevamo in fotografia era accaduto davanti a un obiettivo. Poteva essere interpretato, raccontato, enfatizzato, ma era comunque accaduto.

Oggi questo presupposto non è più sufficiente. L’intelligenza artificiale è in grado di generare immagini realistiche, coerenti e sempre più difficili da distinguere da una fotografia tradizionale. Non stiamo parlando di semplici ritocchi o manipolazioni. Stiamo parlando di immagini completamente inventate, costruite senza che alcuna scena sia mai esistita. Per la prima volta la fotografia si trova a convivere con immagini che ne imitano perfettamente l’aspetto senza condividere il suo rapporto con la realtà.

È proprio qui che il sistema proposto da Canon assume un significato che va oltre l’aspetto tecnologico. Non si tratta soltanto di aggiungere dati a un file o di proteggere il lavoro dei fotografi professionisti. Si tratta di rispondere a una domanda che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata assurda: come facciamo a sapere che questa immagine è vera? Se nasce il bisogno di certificare una fotografia, significa che la fiducia nell’immagine non può più essere data per scontata.

Naturalmente questa esigenza riguarda soprattutto il fotogiornalismo, la fotografia documentaria e tutti quei contesti nei quali la credibilità dell’immagine rappresenta una parte fondamentale del suo valore. Una fotografia di cronaca, una testimonianza di guerra, un’immagine utilizzata come prova o documento hanno sempre basato la propria forza sul rapporto con la realtà. Quando quel rapporto viene messo in dubbio, non viene colpita soltanto una fotografia: viene colpita la fiducia che riponiamo nelle immagini come strumento di conoscenza.

Trovo interessante che questa riflessione arrivi proprio in un periodo storico nel quale gran parte del dibattito fotografico sembra concentrarsi sulla tecnologia. Per anni abbiamo discusso di megapixel, autofocus, gamma dinamica, rumore digitale e prestazioni delle fotocamere. Oggi ci troviamo davanti a una questione molto più profonda. Non stiamo più discutendo della qualità tecnica di un’immagine. Stiamo discutendo della sua credibilità.

Forse è anche per questo che la figura del fotografo assume un valore diverso rispetto a pochi anni fa. In un mondo in cui diventa sempre più semplice generare immagini convincenti senza fotografare nulla, il ruolo del fotografo non consiste soltanto nel produrre fotografie. Consiste nel testimoniare una presenza, un’esperienza, un incontro con la realtà. Il fotografo non è soltanto colui che crea un’immagine, ma colui che può affermare di essere stato lì quando quell’immagine è nata.

Non so se sistemi come quello presentato da Canon diventeranno uno standard diffuso o se verranno sostituiti da soluzioni ancora più evolute. So però che la loro comparsa racconta molto bene il tempo che stiamo vivendo. Per oltre cent’anni abbiamo dato per scontato che una fotografia dovesse dimostrare di essere bella, efficace o interessante. Oggi, per la prima volta, potrebbe essere chiamata a dimostrare qualcosa di molto più fondamentale: di essere vera.

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Alvise Garbin

Lavoro come fotografo e formatore presso lo Studio 911foto di Padova.

Se desideri contattarmi puoi scrivere al mio indirizzo email: alvise@911foto.com

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